La Gen Z non vuole essere più iperconnessa

Secondo l’International Data Corporation, i flip-phones sono destinati ad arrivare a un valore di mercato pari a 29 miliardi di dollari nel 2025, raggiungendo un tasso composto di crescita annuale pari al 70% in soli cinque anni, dal 2020 al 2025.

I Millennials li hanno vissuti sulla loro pelle, la Gen Z invece no: è forse questo il motivo del loro rinnovato successo?

IL FASCINO DELLA TECNOLOGIA VINTAGE

Dopo il ritorno dei vinili e della fotografia analogica, i nuovi protagonisti del mercato economico attuale sono i cosiddetti flip-phones, i cellulari a conchiglia tipici degli anni ‘90 che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di molti Millennials e non solo. Ad oggi, l’hashtag #flipphone su TikTok conta circa 821 milioni di visualizzazioni e il trend sembra non avere ancora intenzione di fermarsi; è proprio TikTok, infatti, la piattaforma che ha riportato in auge tra i giovani della Gen Z l’idea di una tecnologia vintage, soprattutto grazie ai video di influencers e di diverse personalità del mondo dello spettacolo.

Camila Cabello, la nota cantautrice pop, ha di recente pubblicato un tweet in cui afferma di schierarsi dalla parte della rivoluzione dei telefoni “a conchiglia”, e con lei sono tante altre le star che hanno affermato di utilizzare un flip-phone:

– Christopher Nolan, in un’intervista per la rivista People, ha dichiarato di usare un cellulare vecchio stile per mantenere la concentrazione durante le sue giornate e perché non ama essere coinvolto con il mondo online

– Chris Pine ha di recente acquistato uno smartphone dopo quattro anni di utilizzo di un flip-phone e, nonostante questa scelta sia stata dettata dalla difficoltà di essere “analogico” in un mondo totalmente digitale, si sente già pronto a tornare al suo vecchio telefono a causa del troppo tempo sprecato

IL LUSSO DELLA PRIVACY

L’espansionismo economico che ha caratterizzato i primi anni del nuovo millennio sta lentamente cedendo il passo ad un ritorno al frugale, alla semplicità, a degli atteggiamenti che, anche dopo l’urgenza del sostenibile, appaiono oggi più sobri e misurati. Se poi si considera quella sempre presente nostalgia per un passato che non si è vissuto, allora si può ben intuire il fascino che un oggetto come il flip-phone è in grado di esercitare sulla Generazione Zeta. Secondo Jackie Kates, direttore marketing della compagnia di produzione dei telefoni Nokia, la HMD Global, la Gen Z è un gruppo demografico poco usuale per le loro vendite, ma allo stesso tempo questo cambiamento è attribuibile alla voglia di migliorare la qualità delle loro interazioni sociali. Per i giovani di oggi, nativi digitali, l’idea di un mondo in cui ci si può permettere il lusso di non essere costantemente reperibili ad ogni ora del giorno è molto più che allettante: si tratta, per i più, di un vero e proprio sogno proibito.

IPER-CONNESSIONE E SALUTE MENTALE

La tecnologia – e quindi l’uomo tecnologico – ha bruciato in pochi anni tappe prima impensabili, e ha individuato nuovi obiettivi che continuano a crescere in maniera esponenziale; questo suo peccare di eccessiva hybris, tuttavia, ha iniziato da tempo a manifestarsi sotto forma di disagi dal punto di vista della salute mentaleSecondo il report del Mental Health Million Project, The Deteriorating Social Self in Younger Generations, più del 50% dei giovani appartenenti alla fascia di età 18-24 anni sono angosciati o provano un forte senso di ansia e di fatica. Tra i motivi spicca, sicuramente, l’iper-connessione: molti ragazzi presentano un serio desiderio di passare meno tempo sui social media, di disconnettersi dal mondo virtuale e di interagire di più con i propri amici. Che il ritorno dei flip-phones sia dunque solo un modo per nascondere un disagio più profondo e illudere se stessi?

I VANTAGGI PRATICI

In un mondo che non è mai stato così tanto avanzato dal punto di vista strettamente tecnologico, forse tutte queste continue novità hanno iniziato a provocare un senso di stanchezza e di perdita di controlloRispetto alle persone con più di 55 anni, infatti, i giovani presentano livelli di energia, autostima, concentrazione e resilienza emotiva molto più bassi.

Tuttavia, oltre alle possibili ragioni che oggi spingono i giovani ad acquistare i dumbphones (i telefoni con funzionalità base), ci sono dei veri e propri vantaggi pratici da tenere in considerazione, tra cui:

A ciò si sommano le vibes emanate da questi stessi telefoni: gli scatti sgranati e di bassa qualità, il celebre rumore della chiusura, la ricerca di un’estetica originale ormai passata di moda; tutti contenuti che però, spesso, vengono proprio utilizzati con lo scopo di essere poi condivisi sui social media.

IL LUDDITE CLUB

Il luddismo, per come molti lo conoscono, è stato un movimento di rivolta sociale nato nei primi anni dell’800 per opporsi alla produzione industriale e all’introduzione delle macchine all’interno della società. L’eredità di Ned Ludd, oggi, è stata presa in mano da un gruppo di ragazzi newyorkesi che promuove la liberazione dai social media e dalla tecnologia. Lo scopo del gruppo è quello di incontrarsi settimanalmente per fare attività technology-free quali leggere, disegnare, o anche semplicemente parlare e discutere; il tutto, ovviamente senza l’utilizzo degli smartphones. Una sorta di digital detox volto a prevenire il burnout e a sensibilizzare riguardo le problematiche della tecnologia avanzata.

SI PUÒ DAVVERO VIVERE SENZA SMARTPHONE?

Nonostante le buone premesse, pensare, ora, di vivere unicamente con un flip-phone è un pensiero abbastanza utopico e anche alienante: a partire dalla scuola, fino ad arrivare all’ambito lavorativo e a quello quotidiano, possedere uno smartphone oggi è di primaria importanza. Se da una parte, quindi, trend del genere ricordano quanti pezzi importanti della propria vita si affidano ogni giorno agli smartphone, dall’altra aiutano anche a sviluppare la consapevolezza secondo cui bisogna imparare a gestire in maniera più coscienziosa i propri dispositivi. Più che cambiare radicalmente le proprie abitudini, dunque, è bene riconoscere passo dopo passo i segnali che la propria mente e il proprio corpo inviano riguardo i limiti raggiunti, cercando con il tempo di ridurre al minimo i comportamenti tossici e scorretti che si assumono spesso nell’utilizzo degli smartphone. Ben venga, quindi, se ciò si traduce nel portare con sé solo un flip-phone quando si esce con i propri amici: si tratta, in molti casi, di un primo passo verso la piena identificazione del problema e, se portata avanti con la giusta costanza, anche di una primo cenno di soluzione. 

 

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