Se soffri di malattie invisibilizzate ti diranno che il tuo dolore “viene dalla tua testa”

Ciao, sono Julia Magrone. Nella vita sono una modella, ma da qualche tempo ho iniziato a parlare con più trasparenza della mia vita sui social, essendo tra le altre cose anche un’influencer. Ho avvertito un senso di responsabilità verso le altre donne che mi ha spinto ad espormi su quella che è la mia malattia. La vestibolodinia.
È una malattia che colpisce il vestibolo della vulva e che provoca forti dolori, nel mio caso soprattutto durante i rapporti. In altre parole la sensazione che si avverte è quella di tagli, lame, spilli che colpiscono la zona dolorante, inibendo in molti casi anche azioni quotidiane come guidare, vestirsi con indumenti attillati o stare a lungo in piedi.

Non pensavo di trovare così tanto supporto e riscontro (ahimè) positivo da parte di cosi tante ragazze e donne. Le stime evidenziano che circa il 15% della popolazione femminile è affetta da vulvodinia. Detto ciò mi viene spontaneo chiedere: come è possibile che una malattia cosi diffusa non sia minimamente considerata? Come è possibile che una donna debba spendere centinaia, se non migliaia di euro mensilmente per avere le cure? Ma soprattutto, come è possibile che tanti ginecologi siano ancora completamente ignari dell’esistenza di malattie “invisibili” e bombardino le pazienti con antibiotici assolutamente non utili al problema, talvolta compromettendo ulteriormente la situazione?

Una foto di Julia Magrone

Ecco, con queste domande retoriche ho decisamente sintetizzato la mia esperienza e quella di moltissime altre ragazze con le quali ho avuto il piacere di confrontarmi in questi mesi. I ritardi diagnostici esagerati, le mille cure mai azzeccate, le frasi “il tuo dolore viene dalla tua testa” o “ti consiglio di cambiare partner cosi magari migliori” fanno parte di una lunga lista di minimi comuni denominatori di storie di tante donne che non si sentono comprese, aiutate economicamente e psicologicamente nell’affrontare un problema che, vorrei specificare, NON è mentale.

Mi preme dire che non è mentale ma è ANCHE mentale. La sfera legata alla psiche subentra dopo, quando non hai una diagnosi per anni e ti senti messa sotto pressione (seppur magari inconsapevolmente) dal partner che non si spiega il tuo dolore, o magari dai medici che continuano a ripeterti che non ci sono problemi evidenti e che ti guardano come se fossi pazza.
Ma come ho fatto a scoprirlo allora se tanti esperti sono disinformati? Proprio grazie alla testimonianza di un’ altra ragazza, motivo per cui ho deciso di dare anche io il mio contributo in questa battaglia che accomuna tantissime di noi.

Julia Magrone

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